Sono Fiorenzo Pichler, fotografo per passione.
Il mio rapporto con la fotografia è iniziato quasi per necessità, durante i campeggi scout, quando fotografavo ancora su pellicola per documentare attività, esperienze e momenti vissuti insieme. Allora la fotografia era soprattutto uno strumento per conservare una memoria.
Dopo alcuni anni e una pausa, ho deciso di riprendere in mano la macchina fotografica. Cercavo qualcosa che potesse accompagnarmi durante le vacanze e permettermi di utilizzare il mio tempo per osservare, scoprire e sperimentare.
È così che mi sono avvicinato alla fotografia subacquea, un mondo completamente nuovo nel quale ho ricevuto i primi importanti consigli dal fotografo Franco Banfi. Fotografare sott’acqua mi ha insegnato ad avere pazienza, osservare e aspettare il momento giusto, confrontandomi con un ambiente nel quale luce, colori e prospettive cambiano completamente.
Da quell’esperienza è rinata una passione che ho continuato a coltivare anche fuori dall’acqua.
La fotografia di viaggio è diventata progressivamente una parte importante del mio modo di fotografare. I paesaggi dell’Islanda, con i loro spazi, la luce e la forza della natura, hanno rappresentato una tappa importante di questo percorso. Da lì il mio interesse si è ampliato al reportage, alla fotografia di persone, alla vita quotidiana e successivamente alla fotografia naturalistica e degli animali.
Oggi la fotografia accompagna soprattutto i miei viaggi. Non cerco necessariamente l’immagine perfetta: mi interessa raccontare ciò che incontro e conservare l’atmosfera di un luogo, un volto, un paesaggio o semplicemente un momento.
Mi piace lasciarmi guidare dalla luce, dai colori e dalla curiosità. Paesaggi, persone, animali, culture e piccoli dettagli diventano parti differenti dello stesso racconto.
Questo sito nasce dal desiderio di raccogliere una selezione di queste immagini e, soprattutto, di condividere un percorso fotografico che continua a evolversi viaggio dopo viaggio.
Fotografo semplicemente ciò che vedo. Cerco di conservare ciò che quel momento mi ha fatto sentire.
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